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Unicredit, tempi supplementari: quali sono i prossimi passaggi. E Commerzbank attacca: «Sospetti sulle azioni consegnate»

Unicredit, tempi supplementari: quali sono i prossimi passaggi. E Commerzbank attacca: «Sospetti sulle azioni consegnate»

La partita non è chiusa, ma è a buon punto. La presa di Unicredit su Commerzbank richiederà tuttavia tempi supplementari rispetto a martedì, quando trapelava tutta la soddisfazione per il superamento dell’obiettivo dell’ops, ovvero quello della soglia del 30%. La normativa tedesca impone infatti che a fine offerta vengano comunicati i risultati definitivi e poi si allunghi la finestra di adesione di altre due settimane, chiudendola il 3 luglio.

«Secondo le informazioni a nostra disposizione, le azioni offerte potrebbero provenire in gran parte da operatori di mercato che sono anche controparti di Unicredit per i derivati», si legge nel post pubblicato sulla rete intranet e letto dal quotidiano Handelsblatt. «Pertanto, stiamo analizzando e monitorando molto attentamente questa vicenda e siamo in contatto con la Bafin», si legge nel post. L’Autorità di vigilanza finanziaria Bafin ha comunicato, su richiesta dell’Handelsblatt, di non poter «esprimersi sul caso specifico», poiché è tenuta al segreto professionale. 

A l’altro ieri la posizione di Unicredit in Commerz era pari al 34,35% (26,8% diretto più il 7,58% di adesioni) a cui si aggiungono un 3,2% in derivati con consegna di titoli e un 13,2% in derivati per cassa. Il resto dell’azionariato è per il 17% coperto da investitori istituzionali, altrettanto figura in capo ai «passivi». Poi c’è un 16% di retail, un 5% indicato come trading/brokerage e un 4% in azioni proprie.

A quel punto la richiesta di Unicredit di salire oltre il 30% - cioè per incorporare tutti i titoli portati in adesione all’ops - dovrà essere autorizzata dalla Bce per il tramite della Bafin. Solo dopo l’ok il ceo Andrea Orcel potrà eventualmente aggiustare la sua posizione su Commerz con nuovi acquisti di azioni; fino ad allora potrà muoversi solo per il tramite di derivati. Avendo raggiunto l’obiettivo, è poi improbabile che la banca di Piazza Gae Aulenti possa aggiungere un premio alla sua offerta, anche perché lo sconto del 10% con cui si era aperta ieri è arrivato a chiudersi poco sopra l’1% in virtù della salita di Commerz in Borsa, più rapida di quella di Unicredit.

Se la corsa dell’ops finirà intorno al 40%, scatterà l’obbligo di consolidamento della quota di Commerz: la banca italiana potrà usare i derivati per arretrare o per salire ulteriormente oltre il 50% e arrivare a gestire l’istituto preda. Servirà invece arrivare al 66% per avere il controllo dell’assemblea e varare così operazioni straordinarie come la rielezione di un nuovo cda. Il governo tedesco ha già fatto sapere che non userà il Golden power e che non incrementerà la quota. Dal punto di vista politico si sono registrate timide aperture dei Verdi e di una delle 4 associazioni bancarie tedesche, ma il cancelliere Friedrich Merz è ancora freddo

Oggi - giovedì 4 giugno - Orlopp sarà alla Goldman Sachs Global Banking & Markets conference di Zurigo: sarà l’occasione per conoscere la sua posizione. «Innanzitutto, aspetto sempre di vedere i risultati definitivi. In secondo luogo, alcune settimane fa ho notato che nella Repubblica Federale tedesca non esisteva alcuna disposizione di legge che vietasse l’acquisizione di Unicredit e, di conseguenza, vediamo la situazione, ma ciò dimostra che non vi sono barriere alle frontiere nazionali», ha commentato il presidente Abi, Antonio Patuelli. 

Nel frattempo gli analisti si esercitano sul titolo Unicredit. Il consenso generale parrebbe orientato verso il «buy», con target price differenti: 92 euro per Bank of America, 83 euro secondo Equita, 80,6 euro per Goldman Sachs. Più cauta Citigroup con un buy a 74 euro, mentre JpMorgan Chase da un giudizio overweight con un prezzo obiettivo di 89 euro.

4 giu 2026 | 08:01

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